Porto Sant’Elpidio: prove INVALSI e Montessori

L’Istituto comprensivo “Levi Montalcini” di Porto Sant’Elpidio non istituirà una prima classe a indirizzo didattico differenziato secondo il metodo Montessori, abbandonando questa esperienza in favore della rete nazionale “Scuole senza zaino” e deludendo le legittime aspettative di continuità dei genitori della sezione montessoriana della scuola dell’infanzia. L’Opera Nazionale Montessori accoglie con amarezza la notizia, pubblicata sul Corriere Adriatico del 30 ottobre scorso, dato l’impegno profuso per valorizzare una esperienza pedagogica di grande valore, che in Italia e all’estero riscuote un interesse sempre crescente. Se infatti, nel rispetto dovuto all’autonomia costituzionalmente garantita alle istituzioni scolastiche, non esitiamo a riconoscere la legittimità della deliberazione del Collegio dei Docenti, le motivazioni da questo addotte suscitano grande stupore. La Dirigente dell’Istituto afferma infatti che la decisione di abbandonare la “sperimentazione” montessoriana è motivata dal fatto che i risultati in italiano del test INVALSI dell’unica classe a indirizzo didattico differenziato della scuola primaria sono stati “molto deludenti”.
Desideriamo innanzitutto ricordare alla Dirigente che la pedagogia montessoriana non è una sperimentazione: la differenziazione didattica Montessori è riconosciuta dal MIUR, che con apposita convenzione autorizza l’Opera Nazionale Montessori a formare docenti specializzati in questo metodo e a fornire assistenza tecnica alle scuole.

Viene dunque riconosciuto dal Ministero il fatto che la pedagogia montessoriana ha un grande valore educativo, e questo riconoscimento è in parte dovuto agli ottimi risultati che gli allievi delle scuole Montessori ottengono nei test INVALSI. Questo fatto è stato sottolineato recentemente anche dal Direttore dell’INVALSI, Paolo Mazzoli, che è intervenuto al Congresso “L’origine delle cose, Montessori nella scuola di oggi” che si è tenuto presso il MIUR nel settembre dello scorso anno. Lo stesso Mazzoli, riguardo alla notizia della scuola di Porto Sant’Elpidio, ci ha spiegato una cosa in realtà abbastanza ovvia: non ha senso chiudere un’esperienza pedagogica sulla base di un singolo test INVALSI relativo a una singola disciplina. I test INVALSI possono dare indicazioni al collegio dei docenti per migliorare la proposta didattica complessiva, ma vanno utilizzati nel modo corretto: è importante leggerli in senso medio, tenendo conto cioè dei risultati ottenuti in vari anni, e confrontando le prestazioni dei bambini nelle varie discipline.

La motivazione addotta per la chiusura dell’esperienza educativa montessoriana sembra quindi piuttosto pretestuosa, ed è opportuno rimarcarlo soprattutto per evitare che questo fatto costituisca un precedente: utilizzando in modo scorretto la valutazione didattica si possono infatti prendere delle decisioni che hanno un impatto molto forte sulla vita dei bambini.

Un ultimo commento: la dirigente della limitrofa “Rodari-Marconi” afferma che il metodo Montessori, come tanti altri metodi, è confluito nella didattica moderna. Come a dire: è roba vecchia, quello che dovevamo capire l’abbiamo capito. Vorremmo ricordare che la ricerca scientifica recente, attraverso test cognitivi e brain imaging, continua a mostrare che la originale proposta montessoriana, spesso assai poco conosciuta e pochissimo praticata nella scuola tradizionale, è straordinariamente moderna e permette un apprendimento realmente coerente con la struttura cognitiva del nostro cervello.

Benedetto Scoppola
Presidente ONM