Finalità

Completare la realizzazione a Castelfidardo della prima scuola secondaria di primo grado (scuola media) pubblica ad ispirazione montessoriana in Italia.

 

Obiettivo

Contribuire al miglioramento dello standard scolastico italiano attingendo dalle migliori esperienze italiane ed estere, “in primis” dal metodo Montessori.

 

Perché Montessori

E’ uno dei metodi più diffusi nel mondo al quale si ispirano le migliori eccellenze didattiche a livello mondiale e che connota positivamente la Regione Marche nel mondo.

E’ italiano ed in particolare marchigiano. Il metodo Montessori è uno di quegli elementi che distinguono la nostra Regione (oltre all’elevato standard di qualità della vita, le lavorazioni artigianali per le calzature, la pelletteria, gli strumenti musicali e prodotti eno-gastronomici).

 

L’edificio

L’edificio è composto da due parti per un totale di mq 1500:

1^ parte aule e servizi;

2^ parte laboratori e locale mensa.

La scuola è stata suddivisa in modo tale da renderla fruibile anche al di fuori dell’orario scolastico, aumentando così le ore di accesso e rendendo più efficiente l’investimento sfruttando a pieno le attrezzature.

La parte dell’edificio che ospita le aule resterà aperto e accessibile solo durante le normali lezioni, mentre la parte dei servizi e i laboratori saranno accessibili anche fuori orario scolastico.

I laboratori accoglieranno attività legate all’artigianato tipico marchigiano (cuoio e calzature, liuteria, legno, strumenti musicali, ecc…).

L’intenzione è quella creare una scuola aperta di cui riassumiamo brevemente gli elementi indispensabili.

 

Il Progetto Scuole Aperte

La scuola, le 43mila scuole italiane – prese tutte insieme – sono la più grande infrastruttura sociale del nostro Paese. Prima e più che gli aeroporti, le autostrade, o i viadotti. Le scuole sono dappertutto e dappertutto accolgono la sfida della trasmissione del sapere, dell’educazione dei giovani, dell’incontro tra le generazioni, del confronto fra culture, dello scambio di linguaggi. Per questo nulla più della scuola è il “bene comune” di questo Paese.

Quando parliamo di Scuole Aperte parliamo di un’esperienza che ha più sfaccettature. Questo ad oggi è stato allo stesso tempo il punto di forza e di debolezza del fenomeno. Per passare da una Scuola Aperta come “eccezione” alla Scuola Aperta come “modello”, crediamo che i seguenti elementi debbano essere tutti contemporaneamente presenti, come tratti caratterizzanti e qualificanti, seppure mixati in dosi diverse.

La Scuola Aperta è una struttura che si apre agli studenti e alle loro famiglie, per essere abitata dai ragazzi oltre i tempi classici della didattica: il pomeriggio, il sabato, nei tempi di vacanza, in luglio e settembre.

La Scuola Aperta è una struttura che si apre al quartiere, accogliendo anche altri cittadini e diventando un punto di aggregazione sociale.

La Scuola Aperta è un luogo dove si realizzano percorsi di integrazione e inclusione per le comunità straniere e per chi ha bisogno di un’attenzione in più, a cominciare dagli alunni con disabilità, BES e dal contrasto alla dispersione scolastica.

La Scuola Aperta è un’esperienza di sussidiarietà, con un nuovo protagonismo dei genitori, in netta controtendenza rispetto al declino della partecipazione delle famiglie nei tradizionali organi di rappresentanza collegiale.

La Scuola Aperta è una comunità, dove le componenti che la abitano trovano nuove forme di relazione, improntate alla responsabilizzazione e alla fiducia reciproca.

La Scuola Aperta è un’alleanza fra scuola e territorio, dove la scuola cerca l’eccellenza e per farlo si apre al fundraising e ai finanziamenti privati, ma la tempo stesso fa rendicontazione sociale.

La Scuola Aperta accetta la sfida delle ICT, delle nuove tecnologie, di una didattica innovativa che rompa l’inerzia di spazi e tempi che si ripetono identici a sé da secoli.

La Scuola Aperta è un’esperienza di cittadinanza attiva, dove i giovani vengono educati alla cura dei beni comuni e dalla scuola escono per prendersi cura dell’intero quartiere.

 

Stato dell’arte del progetto

Al momento è stata realizzata ed è funzionante la parte relativa alle aule ed ai servizi, mentre è ancora da costruire la seconda parte relativa ai laboratori e alla mensa. Attualmente è stato reso cantierabile uno stralcio del secondo blocco relativo alla realizzazione della mensa, in quanto urgente e funzionale alla didattica.

Il primo stralcio, costato circa euro 700.000,00 è stato realizzato grazie all’intervento di un privato, Ferdinando Garofoli, che ha sempre creduto nel nostro progetto.

L’importo stimato per lo stralcio relativo alla mensa, è pari a circa euro 160.000,00.

Per completare invece l’intero progetto, e quindi anche la parte relativa ai laboratori, è stato stimato un importo pari a circa euro 800.000,00.

 

Commenti al progetto

Nella storia la Scuola ha avuto, ha ed avrà sempre esigenze di investimenti per il miglioramento dell’offerta formativa ma si vuole evidenziare che, in questo caso, la costruzione di una mensa per una sperimentazione montessoriana è un tassello indispensabile.

Il nostro progetto di continuità del Metodo Montessori applicato alla scuola pubblica è risultato unico non solo nelle Marche bensì a livello Nazionale.

L’O.N.M. (Opera Nazionale Montessori), di cui rappresentiamo una Sezione Affiliata, si interessa a noi per una promozione in tutte le Regioni d’Italia e quindi dovremmo proporre una scuola che rispetti i canoni educativo-didattici indicati dalla pedagogista marchigiana Maria Montessori.